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Locanda Sudtirolese

Gli "Schlutzkrapfen"

Nella tradizione contadina, il pasto più importante della settimana non era il pranzo della domenica, ma la cena del sabato, coronamento di una lunga settimana di lavoro. Nella Val Pusteria spesso si servivano gli “Schlutzkrapfen”.
Per la preparazione di questi ravioli con ripieno di rape, spinaci o patate mescolate alla ricotta fresca, si faceva un impasto di farina di segale, farina di orzo, sale e acqua. Oggi nella preparazione di questa specialità conosciuta anche come “Schlüpfkrapfen”, “Schlutzer” o “Pitschkrapfen”, la farina di orzo viene sostituita da quella di frumento. Quelli fatti a mano si riconoscono dai bordi.
I ladini chiamano gli “Schlutzkrapfen” “cancì“ o “cajincì“. In tempi di carestia il ripieno veniva fatto con le rape. Gli “Schlutzkrapfen” vengono cotti in acqua salata e conditi con burro fuso e formaggio. Tuttavia per i braccianti agricoli questo non era un piatto sufficientemente sostanzioso. Alzandosi da tavola ancora affamati, erano soliti esternare la loro insoddisfazione con pungente sarcasmo: “…passami il bastone che non mi reggo in piedi…”.

 
Da rileggere:

Fink, Hans: Südtiroler Küche Tisch und Keller. Im Lauf der Jahrhunderte. Bozen 1980
Fink, Hans: Verzaubertes Land. Volkskult und Ahnenbrauch in Südtirol. Innsbruck Wien München 1969
Hubatschek, Erika: Über Alltagskost beim Tiroler Bergbauern. In: Beiträge zur Volkskunde Tirols. Festschrift zu Ehren Herrn Wopferns, 2. Teil (Schlern-Schriften Nr. 53), Innsbruck 1948, S. 159-178

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